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Conosciamo le fibre tessili

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Le_FibreL'industria tessile fa uso di un gran numero di fibre, quale materiale di partenza per la fabbricazione dei tessuti. Talune di queste erano già note ed usate fin dai primordi della civilizzazione ed hanno mantenuto la loro destinazione, tal altre, invece, hanno assunto importanza solo in epoche più recenti. I fattori che hanno determinato l'uso e lo sviluppo delle varie fibre vanno identificati nella possibilità di filarle, nella larga disponibilità, nella capacità di soddisfare i desideri del consumatore. Lo sviluppo di nuove fibre ha creato all'industria tessile qualche difficoltà per quanto attiene alla loro denominazione, classificazione e identificazione. La comprensibile tendenza dei singoli fabbricanti ad identificare le fibre con marchi di fabbrica ha generato confusione anche nei consumatori che, frastornati dalla molteplicità dei marchi, hanno trovato difficile, e a volte anche impossibile, identificare la fibra utilizzata per la produzione dei tessuti offerti dai negozi. Spesso è impossibile capire se un determinato nome caratterizza una determinata fibra od è semplicemente un marchio di fabbrica per talune fibre di recente produzione. Per questi motivi la legge italiana N. 883 del 26.11.1973 e successive modifiche hanno codificato la identificazione dei prodotti con fibre tessili. Questa legge impone che i prodotti tessili di qualsiasi marca devono precisare le fibre presenti in quantità superiore al 5%, indicando il nome specifico della fibra e di più impone che tutte le fibre componenti il tessuto vengano citate in ordine decrescente a secondo delle percentuali presenti. Per standardizzare questa procedura d'identificazione si sono divise le fibre naturali, artificiali e sintetiche in gruppi generici, a secondo della loro natura chimica. Questo ordinamento ha portato ad una standardizzazione delle fibre e ne ha facilitato l'identificazione. Per facilitare le cose ai lettori, le fibre naturali, artificiali e sintetiche sono state elencate nella tab. 1-1 e classificate secondo il tipo, la denominazione, la fonte o la composizione. Le fibre naturali possono essere distinte in fibre vegetali, animali e minerali. Le fibre vegetali, ottenute da diverse piante, sono di natura cellulosica; quelle animali, prodotte dagli animali superiori o da insetti, sono di natura proteica; quella minerale, l'amianto, viene ottenuta da una particolare roccia. Le fibre artificiali sono prodotte dall'uomo a partire da materie già presenti in natura come polimeri. Ad esempio la cellulosa dei «linter» del cotone oppure della pasta di legno viene sottoposta ad un particolare processo chimico per poter essere trasformata in fibre di varia lunghezza e con diverse caratteristiche; queste ultime vengono classificate come fibre cellulosiche artificiali. Le proteine di taluni prodotti naturali, come il mais e il latte, possono venire sottoposte ad un processo chimico che le trasforma in fibre artificiali di natura proteica. Peraltro questi tipi di fibra non hanno avuto successo commerciale. Le fibre sintetiche ottenute da polimeri di natura non cellulosica costituiscono un altro gruppo di fibre. Queste fibre sintetiche sono state realizzate grazie alle ricerche chimiche e agli sforzi compiuti dalle industrie per imitare fibre già esistenti o con diverse caratteristiche o per ottenere fibre con proprietà diverse o combinate. La sintesi di.queste fibre avviene combinando carbonio, ossigeno, idrogeno e altri semplici elementi chimici, in modo da formare molecole semplici, dette monomeri, che vengono poi concatenate per formare complesse molecole, dette polimeri, che posseggono una struttura fibrosa. I chimici, infatti, scoprono nuove composizioni chimiche e realizzano sostanze atte ad essere trasformate in fibre che posseggono le particolari caratteristiche desiderate.Fibre prodotte dall'uomo a partire da altre fonti sono le fibre minerali, metalliche e di gomma. Le fibre minerali, come le fibre di vetro, sono ottenute da sabbia silicea, calcare e altri minerali; le fibre metalliche sonorealizzate estraendo e raffinando alcuni metalli, come l'alluminio, l'argento e l'oro; le fibre di gomma sono preparate a partire dal lattice ottenuto per incisione dal tronco dell'albero della gomma.

LE FIBRE NATURALI
Fibre vegetali
Le numerose fibre vegetali derivano da piante diverse. Due sono universalmente riconosciute come le più importanti: il cotone e il lino.
Cotone. La fibra di cotone cresce nel frutto a capsula della pianta del cotone. Ogni fibra è una singola cellula allungata, piatta e intrecciata a guisa di un largo nastro internamente cavo (il lume). Per il 90% circa la fibra di cotone è composta di cellulosa; Fibre4l'acqua vi figura per circa i1 6%; il resto è rappresentato da impurità naturali. La fibra ha un rivestimento protettivo esterno di tipo ceroso che le conferisce la caratteristica adesività. Questa caratteristica e la sua naturale forma a nastro ritorto fanno della fibra del cotone una fibra eccellente per la produzione del filato. Il filato di cotone è usato per tessuti che vengono universalmente impiegati per la confezione di indumenti di qualsiasi tipo, per arredamento e per applicazioni industriali.
Lino. La fibra di lino si ottiene dallo stelo della pianta del lino. Le fibre sono tenute insieme da una sostanza chiamata pectina e rappresentano la parte interna dello stelo del lino. Questo è composto per il 70% di cellulosa e per il rimanente 30% da pectina, ceneri, lignina e acqua. La fibra di lino è relativamente liscia, diritta e lucida; è più fragile e meno flessibile di quella del cotone; più difficile da preparare e trasformare in filato. Il filato di lino può essere molto resistente e lucido e trova impiego nell'abbigliamento, nell'arredamento e per tappezzerie.

Fibre animali
Esistono parecchie fibre animali provenienti da fonti diverse, ma solo due sono largamente note e ritenute le più importanti fibre tessili: sono la lana e la seta.
Lana. La fibra di lana si ottiene dal vello della pecora ed è composta da una particolare proteina: lo cheratina. La lana è una fibra relativamente grossa e presenta delle scaglie sulla superficie. A secondo della razza ovina da cui proviene la lana ha aspetto variabile, da quello con molte ondulazioni e scaglie sottili, a quelle con poche ondulazioni e scaglie grosse. Le fibre migliori, più soffici e calde, sono quelle più fini (con un diametro minore) e con una cuticola con scaglie più numerose e sottili; quelle più grosse e meno calde hanno invece una cuticola con un minor numero di scaglie, ma più spesse. Le fibre migliori, più ondulate e con scaglie più fini, appaiono più opache delle fibre qualitativamente meno pregiate, con scaglie più grosse. Sotto la cuticola che costituisce lo strato esterno vi è uno strato intermedio, costituito da cellule fusiformi e che possono contenere un pigmento colorato. Queste cellule sono responsabili della robustezza ed elasticità della fibra. Al centro della fibra vi è il midollo, che è formato da cellule contenenti aria. Talune fibre di lana mancanti di cuticola hanno in compenso un maggior numero di cellule midollari. Questo fatto diminuisce l'affinità della fibra verso i coloranti, in quanto il midollo contiene più grasso di tutto il resto della fibra. Le fibre più fini, non avendo midollo, assorbono i coloranti più facilmente. Due straordinarie caratteristiche della fibra di lana sono la capacità di isolamento termico e l'attitudine alla feltratura, dovuta alle scaglie della cuticola. Grazie a quest'ultima proprietà, per trasformare le fibre di lana in quel particolare tessuto chiamato feltro bastano pressione calore e umidità.
Seta. La fibra di seta è rappresentata da un bel filo continuo dipanato dal bozzolo in cui si incrisalida la larva del lepidottero comunemente chiamato baco da seta. Mentre i comuni bachi da seta vengono allevati altri bachi non coltivati forniscono un tipo di seta meno fine, detta "seta selvatica" o tussah. La fibra di seta è una sostanza di natura proteica. Essa è relativamente lucida, liscia, leggera, resistente ed elastica. Nella storia la seta è sempre stata riconosciuta come fibra pregiata, sia per l'abbigliamento che per l'arredamento e le tappezzerie. Gli elevati pregi ben giustificano gli sforzi compiuti per produrre artificialmente fibre simili alla seta.

Fibre minerali
Amianto (asbesto). L'amianto è una fibra naturale ottenuta da taluni tipi di roccia costituita da silicati di magnesio e calcio in forma fibrosa; contiene anche ferro, alluminio ed altri elementi. L'amianto è resistente agli acidi, alla ruggine e alla fiamma. Di conseguenza ha trovato impiego per la preparazione di materiali che richiedono alcune di queste prerogative. Peraltro è stato messo in evidenza che le particelle di fibre di amianto introdotte nei polmoni con l'aria inspirata possono svolgere azione cancerogena; per questo l'uso di questa fibra è stato ovviamente ridotto.


LE FIBRE ARTIFICIALI
Le fibre artificiali sono quelle ottenute da materiale polimerico di origine naturale trasformato in fibre attraverso processi particolari. Attualmente vengono commercializzate solo fibre artificiali di tipo cellulosico.

Fibre cellulosicbe
I tre tipi di fibre cellulosiche artificiali - il raion, o viscosa, l'acetato e il triacetato di cellulosa - sono prodotti a partire dalla cellulosa, che si ottiene dalle fibre di cotone molto corte (dette linter) che avvolgono i semi di cotone, ma che non sono filabili come le fibre di cotone più lunghe, oppure dal legno, per lo più di pino. La cellulosa pura ha l'aspetto di una sostanza informe e bianca che attraverso un processo chimico viene trasformata in fibra. La carta, ad esempio, è quasi cellulosa pura.

Raion e Viscosa. Si tratta essenzialmen di fibre di cellulosa rigenerata Attualmente vi sono in commercio due principali varietà di raion: il primo ottenuto con il processo alla viscosa e noto appunto col nome Viscosa, e l'altro ottenuto con processo bemberg e noto col nome Raion. Le tecniche di produzione sono diverse e consentono di ottenere fibre con particolari proprietà. Si mira ad Fibre2ottenere un prodotto in grado di imitare assai bene le fibre naturali e le loro speciali caratteristiche. Queste fibre vengono utilizzate per una vasta gamma di prodotti di consumo e di uso industriale. I produttori mettono sul mercato le loro fibre con marchi di fabbrica diversi. Questi marchi, per le fibre ottenute con il processo alla viscosa, sono assai numerosi mentre ne esistono solo due per il raion bemberg: Avril, di cui esistono tre tipi, e Zantrel. Spesso i nomi viscosa e rayon sono associati rispettivamente a filati in fiocco e in fibra continua.

Acetato. È un estere della cellulosa con acido acetico (diacetato di cellulosa) e possiede qualità dal raion. Se ne produconodiversi tipi, che sono posti in commercio sotto vari marchi di fabbrica ed hanno peculiari caratteristiche in dipendenza degli obiettivi delle industrie produttrici. La fibra di acetato è termoplastica: con il crescere della temperatura diventa cioè meno rigida, fino a raggiungere il punto di rammollimento. Con la pressione a caldo si può quindi facilmente ottenere la forma desiderata. I tessuti fatti con filato di acetato di cellulosa conservano bene la forma e vengono soprattutto impiegati per abbigliamento.

Triacetato. È un estere della cellulosa caratterizzato da tre gruppi acetilici per ogni unità di cellulosa, è in commercio con il marchio di fabbrica Arnel. Ha caratteristiche diverse dalla fibra di acetato, è termoplastica e più elastica di altre fibre cellulosiche. I tessuti ottenuti con filato di triacetato dimostrano una buona tendenza a mantenere la forma e vengono usati soprattutto per
abbigliamento.

LE FIBRE SINTETICHE
I polimeri di sintesi vengono ottenuti dalla condensazione di piccole unità (monomeri) così da realizzare molecole di grandi dimensioni (macromolecole) chiamate polimeri lineari, perché risultano dalla concentrazione di molte unità. Nelle fibre, le macromolecole sono disposte in linee parallele e in modo simile alla disposizione delle fibre in un filato. Questa disposizione delle molecole è chiamata orientamento molecolare. Le proprietà di queste fibre dipendono dalla loro composizione chimica e dall'orientamento molecolare. Esistono numerose varietà di polimeri sintetici a catena lunga. La definizione delle singole fibre è stata stabilita in sede internazionale e ratificata in Italia dalla legge 883 del 26.11.1973, decreto relativo alla identificazione dei prodotti con fibre tessili.

Poliammide. Le fibre poliammidiche sono universalmente conosciute col nome di Nailon, marchio di fabbrica della prima fibra sintetica prodotta dalla Du Pont de Nemours. Il Nailon è una fibra sintetica chimicamente definibile una fibra di sintesi di natura poliammidica, nella quale meno dell'85% dei legami peptidici sono direttamente attaccati a due anelli aromatici. Gli elementi: carbonio, ossigeno, azoto e idrogeno sono combinati mediante processi chimici in composti che reagiscono in modo da formare molecole a lunga catena, chimicamente definite poliammidi, poi trasformate in fibre. Vi sono parecchi tipi di Nailon e ciascuno deriva da specifiche modalità di sintesi chimica; si tratta di nailon 4; 6; 6,6; 6,10; 6,12; 8; l0 e 1l. Anche nell'ambito di ciascun tipo esistono varianti con relativi marchi di fabbrica. Il Nailon è termoplastico, resistente all'urto (resilienza), elastico e molto resistente. E' usato per una vasta gamma di tessuti destinati all'abbigliamento, all'arredamento e a prodotti industriali. Nomi commerciali oltre al Nailon sono Lilion, Ortalion.

Arammide. L'arammide è una fibra artificiale di sintesi, di natura poliammidica, a catena lunga, nella quale almeno 1'85% dei legami ammidici sono attaccati direttamente a due anelli aromatici. Questa definizione mette in evidenza la relazione di questa fibra con il nailon, la differenza sta nella diversa percentuale dei legami fra gli elementi costitutivi, carbonio, ossigeno, azoto e idrogeno e dei gruppi ammidici direttamente attaccati a due anelli aromatici. Le fibre arammidiche sono prodotte in forme diverse che si differenziano per la percentuale dei legami e la modalità di sintesi chimica. Le fibre arammidiche sono molto robuste ed hanno una notevole resistenza alla fiamma. Vengono usate per taluni prodotti di consumo e soprattutto per scopi industriali. Sono prodotte con due marchi di fabbrica: Nomex e Kevlar.

Poliestere. Il poliestere è una fibra artificiale chimicamente rappresentata da un polimero di sintesi, a lunga catena, composta per almeno 1'85% del peso da un estere di un acido carbossilico aromatico, generalmente esteri dell'acido tereftalico, dell'acido para-idrossibenzoico, e altri. Nella produzione di questa fibra gli elementi costitutivi formano il monomero, poi polimerizzato. Secondo i metodi di produzione, varia la composizione della molecola di base e della struttura finale delle macromolecole costituenti la fibra. Le fibre di poliestere sono prodotte da diverse industrie e portano i rispettivi marchi di fabbrica. Esse sono termoplastiche, hanno una buona resistenza e sono idrorepellenti, non assorbono cioè facilmente acqua. Il poliestere trova impiego nella fabbricazione di una vasta gamma di tessuti, per abbigliamento, per arredamento e per uso industriale. Nomi commerciali di fibre poliestere sono: Terital, Terilene, Dracon.

Acrilico. L'acrilico è una fibra sintetica, costituita da un polimero a catena lunga, composto per almeno 1'85% del peso da unità di acrilontrile. Mediante un complesso procedimento gli elementi costitutivi, carbonio, idrogeno e azoto, vengono associati a formare il monomero, che viene polimerizzato in presenza di comonomeri (che aumentano l'affinità della fibra verso i coloranti) producendo il polimero che caratterizza la fibra. I vari metodi di produzione comportano variazioni sia nella combinazione degli elementi costitutivi, sia nelle strutture macromolecolari finali. Vari marchi di fabbrica, come Leacril, Velicren, Acrilan, Creslan, Orlon e Zefran, consentono d'identificare i vari tipi acrilici. Ciascun tipo ha proprietà caratteristiche e trova impieghi per determinati scopi. In genere le fibre acriliche sono soffici e calde e assomigliano come tatto alla lana.

Modacrilico. Il Modacrilico è una fibra artificiale chimicamente formata da un polimero di sintesi a lunga catena, composto per meno dell'85% del peso, ma almeno per il 35%, da unità di acrilonitrile. Questa precisazione già indica che nella sintesi di questa fibra vengono seguite modalità diverse. I modacrilici sono fatti con resine che dal punto di vista chimico sono dei copolimeri, cioè prodotti della polimerizzazione di più monomeri contemporaneamente, acrilonitrile, cloruro di vinile, cloruro e vinilidene. Gli elementi presenti in questi composti chimici sono il carbonio, l'azoto, l'idrogeno e il cloro, ottenibili da gas naturali, carbone, aria, sale (cloruro di sodio), e acqua. I marchi di fabbrica di alcuni modacrilici sono Verel, Dynel, Teklan e SEF; nell'ambito di ognuno di questi marchi esistono varianti. Le fibre modacriliche hanno proprietà analoghe a quelle delle fibre acriliche e buona resistenz al calore; vengono usate per abbigliamento e arredamento. Un terzo modacrilico, l'Elura, è impiegato per la produzione di parrucche.

Elastam (Spandex). Lo Spandex, termine utilizzato negli USA per indicare le fibre di Elastam, è una fibra artificiale chimicamente formata da un polimero di sintesi a lunga catena composto per almeno 1'85% da poliuretano. Questa definizione indica che per questo tipo di fibra sono possibili varianti. Gli elementi costitutivi, azoto, idrogeno, carbonio e ossigeno sono combinati in composti di tipo estere, polimerizzati in catene nelle quali si alternano segmenti flessibili e segmenti rigidi. I marchi di fabbrica di tre fibre Spandex sono: Cleerspan, Glospan e Lycra. Le fibre di Spandex sono molto elastiche; vengono usate per vestiario, maglieria, costumi da bagno e abbigliamento sportivo.Fibre1

Poliolefine. Le poliolefine sono fibre artificiali formate da un polimero di sintesi a lunga catena che contiene almeno 1'85% in peso di etilene, propilene e altre olefine. Anche di questo tipo di fibra esistono varianti di fabbricazione. Le catene di carbonio e idrogeno che costituiscono il polimero che caratterizza questa fibra sono ottenute dalla piroscissione del petrolio. Il polietilene,
la fibra originale prodotta per polimerizzazione dell'etilene, è stata sostituita dal polipropilene. La fibra è prodotta da diverse industrie con i rispettivi marchi di fabbrica, Merakion, Klastilene. Essa è termoplastica, elastica, leggera e resistente alle muffe e a diversi agenti chimici. È usata per abbigliamento e per la fabbricazione di tappeti ma soprattutto trova impiego per usi esterni e per applicazioni industriali.

Vinilideniche (Saran). Il Saran (marchio di fabbrica della Dow Chemical) è una fibra artificiale chimicamente rappresentata da un polimero di sintesi a lunga catena, composto per almeno 1'80% del peso da cloruro di vinilidene. Ciò già indica che esistono varianti di fabbricazione. Originariamente questa fibra è stata realizzata come un copolimero del cloruro di vinilidenee del cloruro di vinile, con predominanza del primo, sintetizzati a partire dall'etilene (dal petrolio) e dal cloro (dal sale marino). La produzione del Saran è limitata, non è una fibra adatta per un generale consumo; trova impiego essenzialmenten nella produzione di arredamenti per esterni e per applicazioni industriali.

Fibre viniliche. La fibra vinilica è una fibra artificiale formata da un polimero di sintesi a lunga catena nella cui composizione entra per almeno 1'85% del peso il cloruro di vinile. Gli elementi costitutivi, cloro, carbonio e idrogeno, sono ottenuti dal sale marino e dal petrolio. Esistono varianti di questo copolimero del cloruro di vinile e dell'acetato di vinile. La fibra è utilizzata solo per impieghi industriali e per certi particolari tessuti in quanto il suo basso punto di fusione ne limita l'utilizzabilità. Marchi di fabbrica sono Vinyon e Movil.

Novolacca. È questo un termine generico utilizzato per indicare tutte le fibre artificiali fenolo-formaldeide che contengono, per almeno 1'85% del peso, novolac a catene reticolate, derivato dalla reazione del fenolo con una aldeide. Inizialmente questa fibra è stata sintetizzata dalla Carborundum Co. che ha prodotto il Kynol. Si tratta di una fibra a forma increspata, utilizzata per un
filato destinato a speciali impieghi industriali e per uniformi.

Policarbonato. Benché le fibre di policarbonato siano derivati dell'acido carbonico e siano assimilabili dal punto di vista chimico ai poliesteri, esse non rientrano nella descrizione tecnica stabilita per le fibre di poliesteri nella classificazione delle fibre. Le loro proprietà variano con il variare della composizione chimica; la loro produzione è limitata e finalizzata ad impieghi industriali.

Polibenzimidazolo. Questo polimero fornisce una fibra conosciuta anche con l'abbreviazione PBI e non è classificata. È prodotta dalla Celanese Fibers Marketing Company. La sua principale caratteristicha per la resistenza alle alte tempperature e alla fiamma. È quindi particolarmente adatta per abbigliamenti termoprotettivi e per applicazioni industriali dello stesso genere.

Alginati. Di minor importanza è la fibra di alginato, sostanza contenuta sotto forma di sale di calcio in alcune alghe marine. È stata usata per la preparazione di particolari tessuti che si possono sciogliere, destinati ad essere impiegati in campo chirurgico.

Politetratluoroetilene. Questo polimero ottenuto per polimerizzazione del tetrafluoroetilene fornisce una fibra venduta con il marchio di fabbrica della DuPont, il Teflon. È molto difficile da tingere ed è molto resistente agli agenti chimici, alle muffe, ai batteri e agli insetti. Un'altra fibra di questo tipo è l'Halar sintetizzato dalla Allied Chemical Corp. Si caratterizza per un'eccezionale resistenza ed una maggior disponibilità alla tintura. Queste fibre sono usate soprattutto per applicazioni industriali, non per tessuti di uso comune.

Fibra matrix (fibra bicomponente con struttura a matrice). La fibra matrix è definibile come "una fibra tessile sintetica bicomponente, ottenuta da una miscelazione fisica di due o più distinti polimeri, associati prima della estrusione (per essere prodotti in forma di fibra); i singoli componenti, se estrusi separatamente, rientrerebbero ciascuno sotto diverse definizioni di fibre tessili. Una sezione di tale fibra mostra numerose piccole zone costituite da un componente annegate nell'altro che costituisce la matrice. Va sottolineato che la fibra matrix è una miscela fisica dei suoi componenti. Inoltre si differenzia dalle fibre bicomponenti e bicostituenti anch'esse formate da due o più componenti chimicamente distinti. Entrambi i componenti di queste fibre non sono mescolati, ma aderiscono gli uni agli altri a formare una fibra. La prima fibra matrix è stata posta in commercio con il marchio Cordelan e prodotta dalla Kojin International Corporation del Giappone. Questa fibra dovrebbe essere classificata come fibra matrix Cordelan (50% cloruro di polivinile e 50% alcool polivinilico). È interessante notare che i singoli componenti separatamente non presentano l'insieme delle proprietà richieste. Di più, la miscela che caratterizza la fibra matrix ha una buona resistenza alla fiamma (benché non vada considerata a prova di fiamma), si spegne spontaneamente quando viene allontanata dalla fiamma e ha altre qualità che la rendono adatta per indumenti da notte e per altri capi di vestiario. Le fibre matrix non possono essere classificate secondo il loro aspetto e le loro caratteristiche, come avviene per altri tipi di fibre.

Fibre aggraffate. Con questo nome si definiscono le fibre tessili sintetiche formate inizialmenteda un omopolimero sul quale in un secondo tempo vengono innestati chimicamente (aggraffaggio) altri monomeri che servono generalmente per conferire alla fibra particolari proprietà. Per una completa identificazione di una fibra aggraffata si deve indicare il polimero di base, quello aggraffato e la loro percentuale in peso. Un esempio del giusto modo di caratterizzare queste fibre è questo: 100% di fibra aggraffata (70% Acrilico, 30% Azlon). La prima fibra di questo tipo è stata messa in commercio con il marchio Chinon ed è prodotta dall'industria giapponese Toyobo Co., Ltd. Si tratta di un copolimero. secondo la ditta produttrice questa fibra è formata per il 25-60% del peso da un prodotto di natura proteica derivato dalla casxeina e per il 40-75% da monomeri di natura vinilica, di cui almeno la metà sia acrilonitrile. La differenza tra le fibre aggraffate e le fibre con struttura a matrice sta nel fatto che, nelle prime, i due o più componenti sono legami chimici molecolari e non possono essere isolati o rigenerati con procedimenti chimici o fisici. Sembra che l'aspetto e le caratteristiche di questo tipo di fibre possano essere modificati quasi senza limiti e un gran numero di ricerche e prove sono già state fatte; cioò nonostante la loro produzione e il loro attuale sviluppo sono ancora al debutto e incidono in misura assai modesta nel mercato delle fibre.

Fibre di natura proteica
Le proteine di taluni prodotti, come il mais ed il latte, sono state trasformate in fibre attraverso un processo chimico. Queste fibre, però, non hanno avuto successo commerciale.

Fibre di gomma
La fibra di gomma viene prodotta utilizzando sia la gomma naturale che quella sintetica. La gomma vulcanizzata viene trasformata in fili di sezione rotonda o quadrata ed a superficie relativamente liscia. È impiegata per la produzione di tessuti elastici.

Fibre metalliche
La fibra metallica è una fibra sintetica di natura completamente metallica o realizzata con metallo rivestito di plastica o, viceversa, con plastica rivestita da metallo oppure con un'anima completamente rivestita di metallo (fibre metallizzate). Viene solitamente prodotta in strisce piatte, sottili, lisce e lucenti. Trova impiego, a scopi ornamentali, per capi di abbigliamento o per arredamento.
Fibre3
Fibre minerali

Diversi minerali sono trasformati in fibre di vetro (vetro tessile), di ceramica e di grafite con proprietà adatte a particolari specifici impieghi.

Il vetro. Sostanze minerali naturali, come la sabbia silicea, il calcare, la soda, il borace, i feldspati e i fluorofeldspati, fusi ad altissime temperature, sono convertiti in vetro, poi con un particolare processo trasformati in fibra. Quest'ultima viene prodotta da un certo numero di industrie sotto i rispettivi marchi di fabbrica. La fibra di vetro è inerte e resistente alla fiamma; è usata per arredamento, sotto forma di tendaggi e drappeggi, e trova diverse applicazioni industriali.

La ceramica. Un gruppo di fibre non classificate dalle leggi dell'etichettatura dei prodotti tessili è rappresentato dalle fibre di ceramica. Le informazioni circa la loro tecnologia di produzione e il loro impiego sono spesso riservate e di proprietà delle industrie produttrici. Si tratta di fibre multi filamento, particolarmente resistenti al calore e adatte per applicazioni tecniche speciali, ad esempio sono usate in campo aerospaziale. Due marchi di fabbrica sono Avceram e Fiberfrax.

La grafite. La fibra di carbonio è derivata da un precursore, già in forma di fibra, usualmente raion, poliacrilonitrile (PAN), o peci dell'industria petrolifera o petrolchimica, sottoposto ad alte temperature accuratamente controllate. Questo tipo di fibra viene prodotta per scopi altamente specifici, come rinforzi su parti di aerei, materiali per razzi, auto da corsa, canne da pesca, manici per mazze da golf. Thornel e Magnamite sono i marchi di fabbrica delle fibre di grafite.

 
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